Via Aurelia Ponente, 16 - 16035 Rapallo (Genova)0039 0185 50465339 3396078marina.scarsella@libero.it

La villa

Qualche immagine del nostro Bed & Breakfast

Oltre alle stanze, la nostra villa ha un bellissimo giardino, una veranda con una splendida vista su Rapallo e il suo golfo, luminosa e accogliente per fare colazione, un salone ampio e tranquillo per leggere e rilassarsi

La storia di Villa Olimpo

La storia di questa villa inizia alla fine dell’ottocento, per essere precisi nel 1893. In quell’anno il capitano Francesco Scarsella, conclusa la sua attività marinara, acquistò per 9500 lire dal marchese Gerolamo Serra una parte della collina, compresa una piccola casa colonica.

Il denaro proveniva dal suo cospicuo patrimonio, accumulato grazie alla dote della moglie Clelia Lagomaggiore (figlia del farmacista di Rapallo), ai commerci marittimi, alla vendita del suo brigantino (la Giulia Paris) e ad una vita molto frugale.

Villa Olimpo

Villa Olimpo

In quella piccola casa colonica, che denominò La Pace, si trasferì lo stesso anno con la moglie Clelia e il figlio Attilio Regolo.

Villa Olimpo

Francesco, Attilio Regolo e Clelia

Uomo di grande energia e senso pratico, iniziò subito a costruire alcune ville nel terreno acquistato, prima fra tutte la Villa Olimpo.
Erano gli anni in cui il Tigullio veniva scoperto dal turismo aristocratico italiano e straniero. In quel periodo vennero aperti i primi alberghi di lusso, gli stabilimenti balneari, cinematografi e sale da ballo.

Nella costruzione originaria la villa aveva una struttura molto semplice: era priva del corpo posteriore, l’unico bagno era quello al piano inferiore e non aveva impianto di riscaldamento.
Nelle lettere che Attilio Regolo (studente alla facoltà di legge a Torino) scrisse quell’anno alla madre, si trovano alcune informazioni sul progetto: il nome da dare alla villa, la forma del viale d’accesso, il tipo di legno da usare per i pavimenti, le decorazioni. Sarebbe stato desiderio del ragazzo, appassionato di storia, che sopra le porte venissero dipinte le figure degli dei antichi. Ma il progetto di trasferirsi ad abitare stabilmente lì non si realizzò, e le figure non vennero dipinte.

Con il matrimonio Attilio si trasferì a Santa Margherita, e la villa per alcuni decenni venne data in affitto. Vi abitò inizialmente una famiglia facoltosa di Rapallo, che  apportò notevoli migliorie alla casa, costruendo il corpo posteriore con l’attuale cucina, due serre (la superiore non esiste più) e tre bagni al primo piano, uno dei quali è rimasto quasi immodificato. Installò inoltre un impianto di riscaldamento e  spostò la veranda in corrispondenza della finestra ovest del salone.

Quando, all’inizio degli anni trenta, la famiglia si trasferì nell’America del sud, la villa fu affittata al pittore Bob Gesinus e, come si può leggere nel suo libro, divenne un piccolo centro di incontro culturale, e fu frequentata da ospiti illustri, quali Oskar Kokoschka, Ezra Pound, Herbert Eulemberg, Rudolf Levy, forse anche Gerhart Hauptmann.
Nel frattempo Attilio Regolo (1) aveva sposato Felicita Bruno, una ragazza di Santa Margherita di ottima famiglia, ma il matrimonio non fu felice. Attilio era perdutamente innamorato di una francesina  (sulla porta della torretta, a La Pace, è ancora incisa col pirografo una poesia in francese dedicata all’amata), e solo l’insistenza dei genitori lo convinse a sposarla. Felicita era una persona psicologicamente fragile, e soffrì molto dell’austerità imposta dalla suocera e della progressiva indifferenza del marito, tanto che dopo la nascita dei due figli Francesco e Domizio la sua mente cominciò a vacillare.

I bambini vennero affidati ai nonni, Francesco al capitano e a Clelia, Domizio alla nonna Caterina. I ragazzi però passarono gran parte dell’infanzia e dell’adolescenza nel collegio di Chiavari. Una “pedona” era incaricata di portare loro mele, calzettoni, fichi secchi e lettere dei familiari.

Francesco, il carattere chiuso e riservato, allevato da nonni con uno stile di vita severo, era diligente e studioso, e si laureò in Scienze Naturali a Genova. Il matrimonio con Igina Gasparri lo portò a vivere a Roma, tornando nel Tigullio solo per le vacanze.
Domizio, più indisciplinato e fantasioso, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Milano, dove entrò in contatto con il mondo degli artisti. Alcuni di questi frequentarono Villa Olimpo.

Fu Domizio (amico di Gesinus) che, nel 1944 decise di andare ad abitare a Villa Olimpo (prima stava a La Pace) con la moglie Lella Bruzzo, di una facoltosa famiglia di Genova
In quel periodo la casa era al suo massimo splendore, arredata con mobili preziosi e con un parco ben curato, e anche allora vi furono ospiti illustri, come Enrico Paolucci e Alberto Moravia.

Nel 1948 Domizio si separò da Lella e continuò a vivere da solo, con i suoi pennelli, la domestica Rina, l’irascibile bassotto Tommasino e il gigantesco gallo Giove Tonante.
Estroso, affascinante, gaudente, ma privo della sicurezza e del coraggio necessari, non seppe dare alla sua opera di pittore la visibilità che certamente meritava.
Morì nel 1963, e la villa fu ereditata dal fratello.

(1) Per Attilio Regolo storico e docente:
http://www.gazzettadisanta.eu/articoli/st_140328.html